Nel 2009 Rosaspina nasce in risposta ad una esigenza territoriale emersa nei tavoli tematici dei “Piani di zona”, quando l’ex Consorzio socio assistenziale Intesa di Bra sottolinea la carenza di posti in strutture semi-residenziali per persone con disabilità sul territorio braidese. Nel 2007 viene approvato un progetto per la realizzazione di una struttura diurna con 20 posti e la cooperativa Alice si aggiudica il bando.
Dopo un’indagine sul territorio, si individuano gli spazi dell’ex-asilo di Sommariva del Bosco, da tempo inutilizzati ed abbandonati, che vengono messi a disposizione dall’attuale proprietà, la casa di riposo “Ospedale Ricovero”. Per la cittadinanza sommarivese questo luogo è ricco di significati storici, educativi, e quindi accoglie da subito con favore la scelta di realizzare un servizio per persone con disabilità in questa sede. Nel maggio 2009, dopo la conclusione dei lavori di ristrutturazione, arrivano i permessi per l’avvio dell’attività, che prende il via il 22 giugno 2009. Il centro si rivolge a persone con disabilità psicofisiche, con problematiche differenti, inseriti in accordo con l’Asl Cn2 o altre Asl convenzionate e progetti privati. I posti disponibili sono 20. I beneficiari hanno la possibilità di partecipare ad attività ludico-formative e laboratori, come quelli di informatica, falegnameria, fotografia, orto e giardinaggio, potenziamento abilità del quotidiano. Tra le attività esterne, hanno la possibilità di svolgere la gestione di alcune aree verdi cittadine, sport, piscina, distribuzione di locandine.
Negli anni seguenti verrà stretta la collaborazione con il comune di Sommariva del Bosco, con il centro diurno Il Girasole di Narzole (Asl Cn2) e con il Centro Diurno AGHAV di Bra con cui vengono organizzate attività sul territorio.
L’inserimento nei Centri Diurni prevede la realizzazione di progetti personalizzati che fanno parte del progetto di vita della persona.
Due sono gli obiettivi generali:
Gli strumenti utilizzati sono:
– La rilevazione dei bisogni e dei desideri.
– La relazione educativa.
– Le attività di laboratorio interne ed esterne.
– Valutazione funzionale attraverso strumenti di assesment delle competenze
Il contatto con la realtà esterna invece permette di:
– Offrire uno stimolo per lo sviluppo e/o il mantenimento delle proprie capacità nel confronto con la realtà, anche se si è accompagnati;
– Uscire dall’ambiente protetto del Centro Diurno per sperimentare capacità e autonomia e, al contempo, allontanarsi dal rischio di chiusura/cronicizzazione;
– Aprirsi a nuove conoscenze (clienti, datori di lavoro esterni), che rappresentano una risorsa per un’integrazione sociale.
L’équipe del Centro Diurno è composta da Educatori Professionali e Operatori Socio Sanitari, che si formano costantemente su tematiche inerenti alla relazione educativa e gli aspetti significativi che emergono nel lavoro. L’equipe degli operatori si avvale della supervisione costante con psicoterapeuti e della collaborazione di volontari nello svolgimento di attività.
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